Musk di Dana
Maschile 2003
Accordi principali
Descrizione
Musk di Dana è una fraganza per la famiglia olfattiva maschile. Lanciata nel 2003, questa composizione presenta nelle note di testa bergamotto, aldeidi e galbano; nel cuore, rosa, pepe e fiore d'arancio; e nel fondo, ambra, muschio e sandalo.
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Note principali
-
Testa
bergamotto
-
Cuore
rosa
-
Fondo
ambra
Comunità
5 voti
- Positivo 80%
- Negativo 20%
- Neutro 0%
La piramide olfattiva
Una guida all'apertura, al cuore e alla scia duratura della fragranza.
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Profilo della fragranza
Informazioni su Musk
Musk di Dana è una fraganza per la famiglia olfattiva maschile. Lanciata nel 2003, questa composizione presenta nelle note di testa bergamotto, aldeidi e galbano; nel cuore, rosa, pepe e fiore d’arancio; e nel fondo, ambra, muschio e sandalo.
Verdi, erbacei e felci Fiori Spezie Fiori bianchi Muschio, ambra e note animali Legni e muschi
Potrebbe ricordartelo
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Altro da Dana
How it wears
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Longevità
Leading answer Fugace
3 voti
Sillage
Leading answer Moderato
6 voti
Carattere
Leading answer Tendenza maschile
1 voto
Percezione del valore
Leading answer Ottimo rapporto qualità/prezzo
1 voto
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Raccontaci come si apre, come evolve sulla tua pelle, quanto dura e quando lo indossi.
Josesan
MUSK DANA (che nome curioso per una disgraziata come lei) aveva i fornelli come comodino e la candeggina come profumatore. La matrigna Chanel e le sorellastre, Dior e Guerlain, la facevano lavorare come una schiava. Inoltre, quelle streghe non smettevano di dire che MUSK DANA era una volgare colonia da uomo e non un profumo da donna, come si proclamavano a gran voce. Ma MUSK DANA si sentiva più DANA MUSK, una ragazza sorridente e sognatrice, come qualsiasi muschio bianco di buon livello. Le streghe delle sorellastre le dicevano che non puzzava di nulla; e in parte era vero. DANA MUSK puzzava poco, per non mentirci. Secondo loro, era di bassa estrazione. “Mercatina”, “economico”, la chiamavano le sorellastre. “Non vali nemmeno un soldo”. E la verità è che DANA MUSK era economica. Ce ne erano di più economiche, ma economica era. Va da sé. A DANA MUSK piaceva invertire l’ordine del suo nome (invece di MUSK DANA) perché si sentiva abbastanza femminile. Al massimo, unisex. Ma non mascolina. Elegante, avrebbe detto lei. È vero che quando la si conosceva per la prima volta, si percepiva un certo aroma acre e amaro, gradevole ma un po’ rustico. Non era colpa sua dover cucinare la cena per la famiglia, una pentola con bergamotto e galbano. E anche se nessuno lo sapesse, aggiungeva anche timo, rosmarino e un po’ di ginestra. “Mascolina”, le sputavano in faccia le sorellastre -Dior e Guerlain- ma DANA MUSK si dispiaceva perché quella prima impressione era solo quella: una prima impressione. Perché in un batter d’occhio, delicate note floreali leggermente legnose la avvolgevano discretamente. Ma DANA MUSK non si chiamava così per una capriccio senza senso. Lei puzzava anche di muschio bianco. Delicatamente, saponoso, discretamente. Tutto in lei era misurato e umile. La sua presenza olfattiva durava poco. Molto poco. Tanto è vero che chi la conosceva, dopo poco si era già dimenticato di lei. Al massimo un leggero ricordo evocativo, dolce, floreale e legnoso, di quelli che devi avvicinare il naso alla pelle per rilevarli. E nel frattempo, DANA MUSK continuava a lavorare come una schiava, giocando alla lotteria per sfuggire alla miseria. Perché i principi azzurri non esistevano allora. Beh, nemmeno ora.