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Sirene di Vicky Tiel

Femminile 1994

Descrizione

Sirene di Vicky Tiel è un profumo floreale lanciato nel 1994, creato per donne.

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Riepilogo rapido

Quando indossarlo (voti)

  • Inverno 28%
  • Primavera 30%
  • Estate 16%
  • Autunno 27%
  • Giorno 47%
  • Notte 53%

Note principali

Comunità

392 voti

  • Positivo 76%
  • Negativo 20%
  • Neutro 3,8%
recensioni positive Voti della community 392
LongevitàDi lunga durata SillageForte Il momento miglioreNotte CarattereFemminile

La piramide olfattiva

Una guida all'apertura, al cuore e alla scia duratura della fragranza.

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Nella collezione

Leading answer Lo possiedo

1.099 voti

Stagione

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291 voti

Momento della giornata

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177 voti

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Profilo della fragranza

Informazioni su Sirene

Accordo principale rosato Anno 1994 Genere Femminile

Sirene di Vicky Tiel è un profumo floreale lanciato nel 1994, creato per donne.

Fiori Frutta, verdura e frutta secca Fiori bianchi Legni e muschi Spezie Muschio, ambra e note animali

How it wears

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Longevità

Leading answer Di lunga durata

153 voti

Sillage

Leading answer Forte

182 voti

Carattere

Leading answer Tradizionalmente femminile

68 voti

Percezione del valore

Leading answer Ottimo rapporto qualità/prezzo

61 voti

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  1. Paolo Rinaldi

    L’anno scorso ho preso questo profumo da 100ml online perché mi sono innamorata della bottiglia e delle note, insieme a una miniatura di Venus de l’amour di Vicky Tiel. All’arrivo ho visto che il Venus era senza scatola, solo nel blister. All’odore pensavo fosse identico a Sirene ma più invecchiato, finché non ho notato che l’etichetta sul blister era apposta male e guardando la bottiglia ho confermato che si trattava di una versione vintage di Sirene. La grande era in vetro trasparente con liquido rosa, la miniatura in vetro smerigliato, bellissima, con liquido ambra. Profumano simile e diverso allo stesso tempo: la nuova è più penetrante, dolce ma non zuccherina, super floreale e fresca; la vecchia l’ho sentita un po’ più alcolica, dolce ma meno intensa all’inizio. Entrambe profumano moltissimo di rosa, con buona scia e durata. A volte mi metto una prima di uscire e l’altra nella borsa, anche se raramente devo reappliquer al ritorno dal lavoro. È diventato il mio preferito quotidiano, combina perfettamente con i miei look rosa e mi piace qualsiasi delle due. È una fraganza super femminile, fresca e pulita; quando la uso mi sento il 1000% più bella ed eterea. Vorrei trovare la versione smerigliata in bottiglia grande ♡

  2. Giorgia Bellini

    Non scrivevo da tempo di questo profumo, che adoro ma mi è costato fatica da spiegare. Ha bisogno di tre virtù per splendere: prudenza, pazienza e moderazione. Prudenza per non lavarsi il collo subito, perché l’inizio è intenso e sgradevole, un’arancia amara quasi medicinale che ricorda frutta marcia e un pesco strano che non combacia; dura 5 minuti al massimo, o 30 se il giorno non va bene. Ma con pazienza, le note di cuore sbocciano: un insieme meraviglioso di estratto di rose, viola e ylang-ylang con quel tocco vintage polveroso che mi trasporta in una giovane di fronte a un boudoir antico, piena di polveri di riso in bottiglie di vetro, penne di piume e pettini d’avorio, come nell’epoca Belle Époque. Anche se l’immagine è antica, non è per le anziane, ma per le donne che amano il delicato, il polveroso e l’etereo. Non percepisco vaniglia o legni. Il flacone è perfetto: vetro smerigliato con statue greche e liquido color rosa antico. La scia è potente e dura quasi 24 ore. Richiede molta moderazione nell’applicazione, solo 1 o 2 spruzzi, perché se si esagera, tutto il giorno si sente forte e amaro. Succede spesso che non riesca a trattenere il desiderio di assaporare le note di cuore. E anche se sembra difficile, lo uso e lo consiglio perché, come i classici L’Heure Bleue o Shalimar (che sono capolavori, mentre questo è semplicemente ben fatto), evoca epoche e crea immagini mentali di pace e bellezza, facendoci credere in vite passate con un’altra apparenza e destino, connettendoci a ricordi profondi della nostra psiche.

  3. Lorenzo Fontana

    La prima volta che l’ho vista online, il design della bottiglia mi ha attratto: audace, sensuale e trasgressivo. Le recensioni parlavano di un floreale intenso con tocchi anni ottanta. Non avrei mai immaginato di trovarla nel mio paese; in effetti, non so come sia finita sullo scaffale di una profumeria che frequento, solo da pochi giorni. Forse è destino, il fatto è che mi stava aspettando. Non era la versione vintage (non volevo essere troppo pretenziosa), ma una dei primi anni 2000 con liquido color pesca. Essendo una fraganza a basso costo, bisogna fare attenzione agli acquisti a cieco; può andare bene, ma può anche fallire. Non c’era un banco prova, quindi chi non rischia non vince, e siccome ero decisa ad averla, l’ho presa senza esitare. Sono piuttosto in disaccordo con i confronti con il Classique di JPG, il Lou Lou di Cacharel o il Gucci Accenti. La qualità di questo Vicky Tiel è ottima, ma non è confrontabile con gli altri menzionati, e la sua piramide olfattiva differisce in punti chiave. Sirene è un floreale abbastanza polveroso, con note principali di rosa, lavanda e una viola succosa (quest’ultima leggermente più prominente). Ci sono piccoli tocchi di geranio e peonia; non percepisco chiaramente né lo ylang-ylang né il gelsomino, probabilmente perché le altre fiori rubano tutto il protagonismo. L’apertura è abbastanza potente nel lato floreale, dolce nei frutti e con un muschio intenso. È un’apertura forte, quasi zuccherina, che risulta sfidante e ostentata come il design della bottiglia. Ma Sirene è più incantevole quando l’incontro prosegue; i fiori si calmano, il dolce non è più zuccherino e ci mostra un’altra facciata. Col tempo, la fraganza si assesta perfettamente sulla mia pelle, senza essere né forte né debole, offrendo la parte più interessante della sua composizione: quando i fiori (rosa/viola) si uniscono a un fondo vanigliato dolcemente legnoso. L’ami o la odi, non credo abbia un punto medio. Personalmente, dopo averla provata, mi è sembrata simile a un altro profumo che ho; mi è costato capire quale, ma devo dare un paragone con il Baby Rose Jean di Versace: condividono quello stesso spirito floreale stridente, polveroso e muschiato. Ma il fiordaliso e il ginepro nel Baby Rose Jean gli danno un tono più innocente e giocoso, meno sensuale. Entrambe le fragranze lanciate quasi nello stesso periodo. Quanto agli anni ottanta, vedo Sirene piuttosto anni novanta, forse con qualche reminiscenza vintage per quel lato polveroso con tocchi di viola, ma non di più. Mi è piaciuta la recensione di Anita Rosal: Floreale Goloso, Audace… anche a me è piaciuta.

  4. Giacomo Vitale

    L’anno scorso ho acquistato questo profumo da 100ml online perché mi piacevano tantissimo la bottiglia e le note. L’ho ordinato insieme a una miniatura di Venus de l’amour, anch’essa di Vicky Tiel. Quando l’ho ricevuto ho visto che il Venus arrivava senza scatola, solo nel blister. Profumandolo ho pensato fosse quasi uguale a Sirene, solo un po’ più “vintage”. Poi ho notato che il blister era etichettato male e controllando la bottiglia ho capito che era una versione più vecchia di Sirene. La bottiglia grande è in vetro trasparente con liquido rosa, mentre la miniatura è una bottiglietta in vetro smerigliato, bellissima e dettagliata, con liquido ambra. Entrambe profumano allo stesso modo e allo stesso tempo diversamente. Quella più recente è più penetrante, piuttosto dolce ma non zuccherina, estremamente floreale e fresca. La versione vecchia la ho sentita un po’ ubriaca, dolce ma meno forte all’inizio. Entrambe profumano tantissimo di rose e hanno un’ottima scia e durata. A volte metto una prima di uscire e l’altra nella borsa, anche se raramente devo reaplicare tornando dal lavoro. È diventato il mio preferito quotidiano, combina perfettamente con i miei outfit rosa, mi piace entrambe. In generale è una fraganza super femminile, fresca e pulita. Quando la uso mi sento il 1000% più bella ed eterea. Vorrei riuscire a trovare la versione smerigliata in bottiglia grande ♡

  5. Giulia Esposito

    L’avevo da tempo voglia di recensire questo profumo, anche se mi piace tantissimo, non sapevo proprio da dove iniziare. È una fraganza che richiede prudenza, pazienza e moderazione. Serve prudenza per non lavarsi il collo subito, perché le note di testa sono intense e sgradevoli: un’arancia amara quasi medicinale, come frutta marcia, unita a un pesco strano che non armonizza. Dura 5 minuti se hai fortuna, o fino a 30 se non ne hai. Ma con pazienza emerge la bellezza delle note di cuore: un insieme di tintura di rose, viola e ylang-ylang, con quel tocco vintage polveroso che mi fa immaginare una giovane di fronte a un boudoir antico, circondata da polveri di riso in bottiglie di vetro, pettini d’avorio e tartaruga, che si guarda allo specchio come le dame dell’Époque Belle. Nonostante quell’immagine, non è per le anziane, ma per le donne che amano il delicato, il polveroso ed etereo. Non sento vaniglia o legni. Il flacone è perfetto: vetro smerigliato con statue greche e liquido color legno di rosa. La scia è intensa e la durata eccezionale, quasi 24 ore. Infine, richiede moderazione: solo 1 o 2 spruzzi, perché se ne esageri, tutto il giorno si sentirà forte e persiste l’amaro floreale. Succede spesso a me perché mi costa moderarmi gustando quelle note di cuore che mi piacciono tanto. Se mi chiedono perché lo uso spesso e lo consiglio nonostante sia “difficile”, è perché evoca epoche e crea immagini mentali di serenità e bellezza, facendoci credere in vite passate con un’altra apparenza e destino, riconnettendoci ai ricordi nascosti nel profondo della nostra psiche.