Maschile

Adolfo Dominguez

Ramon Monegal
Perfumista
Ramon Monegal
3.78 de 5
36 votos

Acordes principales

Descripción

Adolfo Dominguez di Adolfo Dominguez è una fraganza della famiglia olfattiva aromatico-fougère per uomo. Lanciata nel 1990, questa composizione è stata creata dal profumiere Ramon Monegal. Le note di testa rivelano lavanda, ananas, basilico, bacche di ginepro e scabiosa; il cuore esprime il fiore d'arancio africano, geranio, chiodi di garofano, cannella, noce moscata e menta; mentre le note di fondo si assestano su sandalo, vetiver, ambra grigia, cedro del Virginia e ambra.

Resumen rápido

Cuándo llevarla (votos)

  • Invierno 28%
  • Primavera 28%
  • Verano 13%
  • Otoño 30%
  • Día 70%
  • Noche 30%

Notas clave

Comunidad

36 votos

  • Positivo 72%
  • Negativo 22%
  • Neutral 5.6%

Pirámide olfativa

Estructura completa de la fragancia: de la salida al fondo.

Comunidad

Qué dicen los usuarios sobre propiedad, preferencia y mejor momento de uso.

Propiedad

¿La tienen, la tuvieron o la quieren?

Uso recomendado

Estación y momento del día con más votos.

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Características

Resumen de votos sobre longevidad, estela, género y percepción de precio.

Longevidad

Escasa

Débil

Moderada

Duradera

Muy duradera

Estela

Suave

Moderada

Pesada

Enorme

Género

Femenino

Unisex femenino

Unisex

Unisex masculino

Masculino

Precio

Extremadamente costoso

Ligeramente costoso

Precio moderado

Buen precio

Excelente precio

Reseñas

Experiencias reales de la comunidad sobre uso diario, rendimiento y estela.

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13 reseñas

Mostrando las más recientes primero.

  • Giulia Longo

    Beh, questa fragranza non esiste più in Cile, che peccato… L’ho provata negli anni ’80 o ’90, non ricordo l’anno esatto, ma so che era una frag

  • Federica Gallo

    Quando leggo una recensione che mi incuriosisce, quel profumo finisce immediatamente nel mio radar di ricerca. Il primo uomo di Adolfo Domínguez era lì da quando Espartaco ha scritto la sua recensione; qualcosa mi diceva che l’avrei trovato prima o poi. L’ho visto alcune settimane fa sugli scaffali dimenticati di una profumeria, ho riconosciuto il flacone e sapevo che era lui. La commessa mi ha detto: ‘Non lo fanno più, è molto ricercato’. Ho pensato: ‘Capisco, ecco perché lo tieni dal 1990’ (la scatola non ha nemmeno il simbolo del riciclo). Definitivamente non credo che interessi a qualcun altro oltre a me e a qualche pazzo. Le ragioni sono semplici: è quasi sconosciuto, è in quella terra di nessuno tra i powerhouses degli anni ’80 e gli acquatici degli anni ’90, condannato all’oblio. E è curioso che dentro quel bel flacone ma con dettagli in plastica fragile, sia racchiuso il meglio che ho mai annusato di questa casa. C’è un fresco speziato con basilico, ananas e ginepro che puzza troppo degli anni ’80. La parte aromatica pesa di più di quella fresca; è orientata verso uomini maturi che usavano Brummel, fumano e bevono liquore, e amano le fragranze che mascherano odori sospetti. Non è giovanile, ma mi piace moltissimo. Ha un tono complesso di miscela erboristica e spezie che mi ricorda i libri contabili e gioielli come Liz Claiborne Sport. È pieno di sfumature mediterranee e ha una parte sudorosa e animale che scontrerebbe con chi conosce solo profumi moderni. Lo uso e mi fa felice perché so che proviene da anni che non torneranno mai più, anni importanti nella mia educazione sentimentale. Inoltre, ha un buon rendimento. Uno dei migliori fatti in Spagna all’epoca. Un oblio comprensibile ma triste.

  • L’ho preso finalmente in saldo in un’antica profumeria che sta per chiudere. Che pena vedere quelle fraganze contraffatte decorare il negozio prima che tutto scompare. Il tappo è in plastica economica e le cerniere sembrano che si romperanno appena si aprirà. L’apertura è una miscela schiacciante di basilico, chiodi di garofano e lavanda che non mi convince del tutto, ma fortunatamente svanisce presto lasciando spazio a un odore quasi identico all’XS di Paco Rabanne. Con il tempo emerge un ambra mentolato molto simile a quello che Paco Rabanne ha poi copiato per Ultraviolet. È una fragranza di un’altra epoca che si adatta perfettamente oggi, peccato che opere del genere vengano distrutte e cadano nell’oblio. Non è indispensabile, ma se la trovi a buon prezzo e ti piace come l’XS di Paco Rabanne, comprala senza esitare.

  • Gabriele Conti

    Uno dei profumi maschili che hanno definito la profumeria nella sua epoca, 1990. Profumi in terra di nessuno: né i cuori animali né i felci secchi degli anni ’80, né gli acquatici freschi degli anni ’90. Aromatici speziati di manuale, mediterranei, credo sia la mia seconda famiglia più odiata, quella che mi stringe lo stomaco come se annusassi il respiro di Sauron. Ginepro, salvias, noce moscata, cannella, geranio, ambra, vetiver; una combinazione di note speziate con accordi grezzi caratterizzata da Brummel. Mio padre ha spento l’ultimo flacone qualche anno fa e ho sentito mia madre dire: ‘mi hanno detto in profumeria che non lo portano più’. Gli applausi che ho fatto nella stanza accanto si sarebbero dovuti sentire fino in Perù. Quando ho saputo che si è passati ad Agua Fresca, la figlia naturale della fresca che non ha nulla di fresco perché puzza di asciugamani sporchi e trappola per topi, mi è passata la gioia. A @Bofifa questi profumi piacciono moltissimo e a me piace moltissimo che gli piacciano, soprattutto mi incuriosisce quella cosa per cui il tesoro di uno è la spazzatura dell’altro. Qualche settimana fa ho provato Montana pour Homme, una delle sue ultime recensioni, e mi mancava versare ammoniaca sulle mani per togliermi quell’odore che a lui affascina. Andavo in moto per mezz’ora dopo e quando ho annusato il mio polso ho pensato: ‘mi muoio di angoscia’. Come è questo dei gusti? Ci sarà qualcuno che sente dolore allo stomaco quando mi profumo con i miei preferiti? Da cosa dipende la percezione degli aromi? Esperienze, qualità della pelle, genetica? Mi sembra un argomento molto interessante, la radicalità con cui sappiamo se una nota ci piace o ci aggredisce.

  • Francesca Mazza

    @Espartaco, caro amico, non sai quanto mi sono divertito con il tuo ultimo commento. Riguardo all’Adolfo Domínguez per uomo, è nella mia lista dei ‘ricercati’ e ho poche dubbi che mi piacerà (quella terra di nessuno tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 è una delle mie ossessioni). Per quanto riguarda il resto, nella mia vita, come buon pedante che si fa passare per sibarita, ho passato periodi convinto che ci fossero cose ‘buone’ e altre ‘cattive’. Questo forum mi ha aiutato a rendersi conto che le cose non sono così. Non si può pensare diversamente quando si legge gente che capisce l’argomento e apprezza profumi che mi fanno orrore. È la grandezza di questo forum. Un profumo su cui ho letto questa sera e che ha grande fama: Ambre Fetiche. Non ce la faccio; mi sento come se mi fossi strofinato contro un rotolo di carne kebab. Mi fa male e viene amato. Tuttavia, non esito a mettere Kouros con gioia. Immagino che il mondo della profumeria si connetta con percezioni profonde, condizionate da esperienze o ricordi infantili. Un aneddoto: questa mattina in palestra c’era una ragazza con un profumo di vaniglia volgare, banale e che puzzava di economico. Lo dico io che difendo con passione i buoni profumi economici. In fondo, amico, non smettere di scrivere recensioni di questo tipo. Sono stimolanti e molto divertenti.

  • Valentina Rossi

    Uno dei profumi maschili che hanno definito la profumeria nel suo tempo, nel 1990. Sono profumi in terra di nessuno: né pelli animali o felci secche come negli anni Ottanta, né acquatici freschi degli anni Novanta. Sono aromatici speziati artigianali, mediterranei, la mia seconda famiglia più odiata, quella che mi stringe lo stomaco come se annusassi il respiro di Sauron. Ginepro, camomilla, noce moscata, cannella, geranio, ambra, vetiver; una combinazione di note speziate con accordi grezzi che caratterizzava questa famiglia il cui nonno lontano è Brummel. Mio padre ha finito l’ultimo flacone qualche anno fa e ho sentito mia madre dirgli che non la portano più. Gli applausi che ho fatto nella stanza accanto si sarebbero potuti sentire fino in Perù. Quando ho saputo che si era passati ad Agua Fresca, la figlia naturale che di fresca non ha nulla perché puzza di asciugamani sporchi, scorza di salame e trappola per topi, mi è svanita la gioia. A @Bofifa questi profumi piacciono tantissimo e a me piace tantissimo che gli piacciano, soprattutto mi incuriosisce il fatto che il tesoro di un uomo sia la spazzatura di un altro e viceversa. Qualche settimana fa ho provato per la prima volta Montana pour Homme, una delle sue ultime recensioni, e mi mancava di versare ammoniaca sulle mani per togliermi quell’odore che a lui affascina; ero in moto per mezz’ora dopo e quando ho annusato il mio polso ho pensato di morire di angoscia. Come può essere questo dei gusti? Ci sarà qualcuno che provi dolori di stomaco e sconcerto ad annusarmi con i miei profumi preferiti? Dipende da esperienze, qualità della pelle o genetica? Mi sembra un argomento molto interessante, la radicalità con cui sappiamo se una nota o una famiglia olfattiva ci piace o ci aggredisce.

  • Lorenzo Bianco

    L’ho trovata finalmente ieri, dopo averla cercata in tutte le città fuori dalla mia perché qui non la vendevano. L’ho presa in saldo in una profumeria vecchia che sta chiudendo; che pena vedere come scompaiono tutti quei luoghi pieni di profumi giganti. Il tappo è di plastica molto scadente, togliendolo sembra che il tappo non durerà a lungo. L’apertura è un mix opprimente di basilico, chiodi di garofano, ambra, camomilla e lavanda, quello che meno mi piace. Per fortuna si dissipa e lascia un odore quasi identico all’XS di Paco Rabanne, che chiaramente si è ispirato a questa fragranza di Adolfo Domínguez. Con il tempo emerge un ambra mentolato molto simile a quello che Paco Rabanne ha copiato 11 anni dopo per Ultraviolet. È una fragranza di un’altra epoca che si adatta perfettamente oggi, peccato che distruggano opere del genere e le facciano dimenticare. Non è indispensabile per il guardaroba, ma se la trovi a buon prezzo e ti piace come riferimento dell’XS, la comprerei senza esitare.

  • Giacomo Moretti

    @Espartaco. Ma se a @Bofifa non piace Tobacco Vanille di Tom Ford, puoi crederci? Eppure si inzuppa di Kouros come una quindicenne di un cattivo clone di Angel. A gusti profumi. Io mi metto Kouros e mi muove l’aorta, ma posso portare in spiaggia A*men o Armaf Niche Oud senza vergogna. Lo vedi tu. Saluti e grazie per il vostro talento.

  • Giorgia Esposito

    Credo che nel gusto di @Bofifa sia molto determinante il ‘budget’ in cui si muove. Non lo dico come critica, mi sembra rispettabile, ma forse è troppo condizionato. Un collega mi ha passato un decant di Kouros e quasi mi hanno dovuto ricoverare in emergenza. Ma è sempre così: a ognuno i suoi gusti. Condivido gusti con Bofifa come Declaration o Cerruti 1881. Il problema nell’acquistare questa fragranza dismessa è che puoi comprare un prodotto rovinato o semplicemente ‘riempito con un altro liquido’, come si fa molto su siti come eBay. Mi sembra un rischio molto grande.

  • Sofia Esposito

    Ognuno ha i suoi gusti e ciò che per uno è spazzatura, per l’altro è un tesoro. Condivido con Bofifa l’amore per lo old school e il vintage, un mondo affascinante ma difficile se non sei cresciuto annusando Trussardi o Krizia. Anche a me piace molto il Kouros, la vecchia formula è una bomba che a molti disgusta. Ho comprato profumi a caso basandomi sulle recensioni e mi hanno deluso, ma anche mi hanno encantado; non si tratta di denaro, ma di trovare qualcosa con cui sentirti a tuo agio. Questo Adolfo Domínguez per uomo è gradevole, con un focus erbaceo e aromatico, con un fondo dolce e leggermente piccante che dona calore. È una proposta nostalgica e ben costruita; non entrerà nella top 10 storica, ma mi sembra molto degna. Per uomini con i piedi per terra che sanno godere del buono e del semplice che la vita offre. Grazie, amico.