Femminile
Barynia
Acordes principales
Descripción
Barynia di Helena Rubinstein è un profumo della famiglia olfattiva floreale aldeidico per donne. Lanciato nel 1985, questa composizione è stata creata dal profumiere Norbert Bijaoui.
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Género
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Barynia era una fraganza divina che bilanciava due mondi: una parte floreale e polverosa con quel retrogusto di civetta. All’inizio l’alga era molto realistica, ma si addolciva rapidamente mescolandosi a qualcosa di umido che mi ricordava il galbano o il vetiver. Quando le due famiglie si scontravano e si fondevano, ciò che rimaneva era un profumo freddo e vellutato di una serenità maestosa. Se con quella freddezza volevano raccontare una leggenda russa, ci erano riusciti. Profumava di calma, tranquillità e pace. Era un profumo molto gentile, nonostante quella civetta iniziale molto fecale. I fiori non erano esuberanti né sensuali, neppure gli aldeidi, e credo di ricordare che non fossero percepibili; se spiccava qualcosa, era una certa nota di rosa speziata, ma non era insidiosa né tintinnante, bensì calma e misurata. La fase di asciugatura era fresca e cotonosa, come un satén legnoso e polveroso che può richiamare la consistenza nebbiosa, maestosa e atemporale di Kenzo Flower. Un bel profumo che avrebbe potuto uscire vent’anni prima del suo lancio, negli anni Ottanta.
Barynia era una fraganza divina che bilanciava due correnti: una floreale e polverosa, e il retrogusto di civetta. All’inizio l’alga era molto realistica, ma si addolciva rapidamente mescolandosi a qualcosa di umido che ricordava il galbano o il vetiver. Quando si scontravano, rimaneva un profumo freddo e vellutato con una serenità maestosa, perfetto per raccontare una leggenda russa. Profumava di calma, tranquillità e pace, molto gentile nonostante quella civetta fecale iniziale. I fiori non erano esuberanti né sensuali, neppure gli aldeidi; forse spiccava una nota di rosa speziata, ma senza essere insidioso, bensì calmo e misurato. La fase di asciugatura era fresca e cotonosa, come un satén legnoso e polveroso che evoca la nebbia maestosa e atemporale di Kenzo Flower. Un bel profumo che avrebbe potuto uscire vent’anni prima, negli anni Ottanta.
Mia nonna raccontava sempre che questa fraganza nacque dalla storia di una principessa russa, amica della coppia che sposò il principe Artchil Gourielli Tchkonia della Georgia, e che la cercava ossessivamente. Mi sembra un vero peccato che case leggendarie come Helena Rubinstein si siano addormentate nel tempo con i loro profumi.