Femminile

Cedro di Taormina

4.17 de 5
711 votos

Acordes principales

Descripción

Cedro di Taormina di Acqua di Parma è un profumo della famiglia olfattiva ambrata-aromatica per uomo e donna. Lanciato nel 2016, questa composizione presenta una nota di testa fruttata-citrica con petit grain e basilico; un cuore di lavanda e pepe nero; e una nota di fondo di cedro del Virginia, vetiver e assafetida.

Resumen rápido

Cuándo llevarla (votos)

  • Invierno 3.7%
  • Primavera 37%
  • Verano 44%
  • Otoño 16%
  • Día 80%
  • Noche 20%

Notas clave

Comunidad

711 votos

  • Positivo 85%
  • Negativo 9.3%
  • Neutral 5.9%

Pirámide olfativa

Estructura completa de la fragancia: de la salida al fondo.

Salida 3 notas
Corazón 2 notas

Comunidad

Qué dicen los usuarios sobre propiedad, preferencia y mejor momento de uso.

Propiedad

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Uso recomendado

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Características

Resumen de votos sobre longevidad, estela, género y percepción de precio.

Longevidad

Escasa

Débil

Moderada

Duradera

Muy duradera

Estela

Suave

Moderada

Pesada

Enorme

Género

Femenino

Unisex femenino

Unisex

Unisex masculino

Masculino

Precio

Extremadamente costoso

Ligeramente costoso

Precio moderado

Buen precio

Excelente precio

Reseñas

Experiencias reales de la comunidad sobre uso diario, rendimiento y estela.

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15 reseñas

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  • Piace sempre di più con l’uso. L’evoluzione fino al cedro è godibile e in estate è fantastico. C’è sempre quel profumo di legno grezzo, come quando si sega, con agrumi eccellenti, la specialità di Acqua di Parma. La durata supera le altre della linea Blu Mediterraneo, così come le prestazioni. Aroma: 8,5, Durata: 8, Proiezione e scia: 8,5, Versatilità: 8

  • Taormina è come un balcone sul mare con vista sull’Etna, famoso per il suo vino e, soprattutto, per la sua cedrata. Questa fraganza della linea Blu Mediterraneo ruota proprio attorno a quel agrume autoctono: sono corso a comprarla come se il diavolo me la portasse via. La cedrata, o citrò, è un frutto amaro e aromatico quasi leggendario sull’isola, tanto che il barone Von Gloeden la coltivava nelle sue tenute per le sue foto. La nota regina è così intensa da dominare tutto il percorso olfattivo; anche se lavanda e vetiver cercano di domarla, alla fine riescono a risvegliarne i toni più indomabili, come un’erba infestante che non vuole morire. L’apertura esperidiata contrasta con un fondo anisato e decadente che mi ricorda una scatola di caramelle di mia nonna, evocando una giornata in un giardino di aranci sotto il sole, accanto agli efebi di quel paradiso perduto.

  • Un altro imitatore della linea Blu Mediterraneo. Cedro di Taormina, eh? Puzza di arance lavandate e trementina, è un Terre de Hermès sgrassato, senza la parte resinosa, con retrogusto di vecchio rimedio farmaceutico. Sono evidenti gli agrumi aranciati tipo anice scintillante, lavanda oleosa e rivitalizzante. Per farsi un’idea, mescola Terre de Hermès con Guerlain pour homme, un po’ di Carthusia 1681 e Acqua di Arancio di Siviglia; da questo coito nasce questo Cedro di Taormina, che meno a cedro puzza di tutto. Grazie a un campione mi sono risparmiato un acquisto alla cieca. PS: Non mi piace fare recensioni così brevi, ma sono necessarie per prevenire acquisti sbagliati. Io, amante del cedro, l’avrei comprato a tombola. Questo non è un amaderamento, ma un agrumoso scintillante, aromatico e polveroso all’asciugatura, con accenni di caramella da brivido, anice e lavanda per profumare armadi con retrogusto di farmacia.

  • Taormina è una località siciliana sul mare con vista sull’Etna. Da lì sono apprezzate le cave, il vino e… la cedrata. Questa nota è il cuore di questo Acqua di Parma della linea Blu Mediterraneo, recentemente discontinuato, che ho corso a comprare. La cedrata, o citrino, fu il primo agrumeto in Europa e dopo Roma il suo coltivazione si ridusse a Sicilia, Napoli o Sardegna. C’è un paese in Calabria chiamato Santa Maria del Cedro per questo frutto, dalla cui buccia si estrae un prezioso olio essenziale. Il barone Von Gloeden, una personalità controversa, lo produceva lì alla fine dell’Ottocento. Leggendo le recensioni, mi sono immaginato il barone ridere del fatto che il ‘Cedro di Taormina’ non sia legno, ma quel frutto amaro e aromatico che si percepisce per tutta la durata olfattiva. Le note di lavanda e vetiver sembrano arrendersi di fronte all’amaro della cedrata, che risorge come una malaerba indomita. La sua apertura hesperideica contrasta con un fondo anisato e decadente che mi ricorda una scatola di caramelle di mia nonna. Evoca tagliare finocchio e insolarlo sotto il sole insieme a efebi selvaggi a Taormina.

  • Un altro imitatore del suo nome nella linea Blu Mediterraneo. Cedro di Taormina, eh? Puzza di arance lavate e trementina, è un Terre de Hermès abbassato, senza la parte resinosa e con un retrogusto di vecchio rimedio farmaceutico. I agrumi arancioti sono scintillanti, la lavanda è oleosa e rivitalizzante, non rilassante. Per farsi un’idea, mescola Terre de Hermès con Guerlain Pour Homme, un po’ di Carthusia 1681 e Acqua d’Arancia di Siviglia; da questo coito nasce questo Cedro di Taormina, che meno puzza di cedro puzza di tutto. Grazie a questo campione mi sono risparmiato un acquisto a occhi chiusi. PS: Non mi piace scrivere recensioni così brevi, ma sono necessarie per prevenire acquisti che possono andare male. Io, per il nome e per essere amante del cedro, l’avrei comprato a sorte. Questo non è un legnoso, ma un agrumato scintillante, aromatico e polveroso nell’asciugatura, con un accenno di caramella a menta fredda, anice e palline di lavanda per profumare gli armadi, con un certo retrogusto di farmacia.

  • Sono d’accordo con beto_ruiz. Dura meno di Mirto Di Panarea, ma più di Bergamotto Di Calabria. Fragranza leggera, legnosa, maschile ed elegante. Agrumi spettacolari all’inizio, cedro e vetiver con note verdi nella fase media. Un po’ semplice e lineare, ma molto gradevole. Durata giusta, proiezione e scia basse.

  • Sono d’accordo con beto_ruiz. Dura meno del Mirto Di Panarea, ma più del Bergamotto Di Calabria. È una fraganza leggera, legnosa, maschile ed elegante. Gli agrumi all’apertura sono spettacolari, seguiti da cedro e vetiver con note verdi nella fase media. Un po’ semplice e lineare, ma molto gradevole. Durata appena sufficiente, proiezione e scia basse.

  • Un legno sofisticato, mi è piaciuto molto, ma la sua longevità non è così buona sulla mia pelle, peccato.

  • Cedro di Taormina è la fragranza più legnosa della linea Blu di Acqua di Parma che ho provato finora. Non posso affermare che sia la più legnosa di tutte, poiché mi manca provare Cipresso di Toscana e Ginepro. L’apertura è agrumata e erbacea, con quel stile quasi naturale delle colonie di questo designer. Si percepiscono petit grain e basilico, senza rilevare pepe. Dopo pochi minuti emergono i legni, il cedro e un po’ di vetiver in bella armonia con gli agrumi, mantenendolo fino alla fine. Tutte quelle della linea Blu mi sembrano adatte per il giorno, leggere e luminose, eccellenti per primavera ed estate. La durata è stata media, migliore di Bergamotto di Calabria, ma non tanto come Mirto di Panarea. Il suo aroma ha ricordato per momenti Sicilian Mandarin di Zegna.

  • Mi piace. È un bel mix di petit grain e basilico all’inizio, con lavanda nel cuore. Di fondo nota di legno di cedro e un tocco resinoso di assafetida. Se cerchi qualcosa di fresco ma meno agrumato e più verde, questa è la tua scelta. Molto gradevole, anche se la durata è appena sufficiente. Ideale per primavera ed estate, per il giorno. Longevità e scia moderate.

  • Mi piace. Bella combinazione di petit grain e basilico all’inizio, alla quale si aggiunge la lavanda all’asciugatura. Di fondo si sente il legno di cedro e il tocco resinoso dell’olobano. Se cerchi qualcosa di fresco ma meno agrumato e più verde, questo fa per te. Molto gradevole ma rendimento giusto. Per primavera, estate e giorno. Longevità e scia moderate.

  • Mi ricorda quei profumi ‘maschili’ tanto abusati di legno-citro-aromatico-speziato, generici e di qualità dubbia. Tuttavia, questo mi ha sorpreso positivamente: senza allontanarsi da quel percorso, offre un pizzico in più di definizione e presenza. Non è un capolavoro definitivo, ma per l’utente medio che cerca fragranze del genere, può essere una buona scelta. L’apertura è ottima; si nota l’ADN citrusso della casa con basilico e pepe nero. Il negativo è che la freschezza svanisce a favore del cedro e dell’incenso, che alla fine dominano con un lato resinoso, dolce e balsamico. Difficile che qualcuno lo trovi sgradevole. Le prestazioni sono medie.

  • Mi ricorda profumi maschili generici, legno-agrumi-aromatici-speziati, generici e di dubbia qualità. Tuttavia, questo mi ha sorpreso bene: senza allontanarsi da quel sentiero, offre più definizione e prestanza. Che nessuno si arrabbi, non lo considero un’opera definitiva né per nulla; per l’esperto non offre molto, ma per l’utente medio che cerca fragranze così può essere una buona opzione. L’apertura è ottima; si nota il DNA agrumato della casa con basilico e pepe nero. Negativamente, il freschezza agrumata declina a favore del cedro, che insieme all’olobano domina completamente, con lato resinoso, dolce e balsamico. Complicato che a qualcuno possa puzza male. Il rendimento è medio.

  • Non è male… Questo Cedro di Taormina non ha nulla di speciale, non ci porta in Italia. È un colonia piuttosto noiosa, classica, fresca e citrusso più che legnoso. Nell’apertura mi ha ricordato Eau Sauvage. Nel complesso, il cedro è piuttosto timido di fronte al limone, che si porta tutta la ‘gloria’ accompagnato dal leggero amaro del basilico (forse pompelmo) e un tocco di pepe, mentre la lavanda matizza senza spuntare. Verso la fine si percepisce un vetiver morbido, leggermente zenizzato, che ricorda molto il Vetiver di Creed. Il risultato è… misero. Altre proposte di questa serie hanno più personalità. Più per uomini, estate e giorno. Scia e longevità moderate, essendo generosi con il trigger. La qualità non è niente di eccezionale. Mi sento generoso… 6/10.

  • Non è male… Questo Cedro di Taormina non ha nulla di speciale, non ci fa viaggiare in Italia. È una colonia piuttosto noiosa, classica, fresca e più agrumata che legnosa. All’inizio mi ha ricordato Eau Sauvage. Insieme, il cedro è timido rispetto al limone, che si porta tutta la gloria accompagnato dall’amaro del basilico (forse pompelmo) e un tocco di pepe, mentre la lavanda matizza senza spuntare. Alla fine si percepisce un vetiver morbido, leggermente zenzero, che ricorda il Vetiver di Creed. Il risultato è… misero. Altre della serie hanno più personalità. Più per uomini, estate e giorno. Scia e longevità moderate, essendo generosi con il grilletto. La qualità non è del mondo. Mi sento generoso… 6/10