Femminile
Malvinas, el pozo
Acordes principales
Descripción
Malvinas, il pozzo di Nina Lamaison è un profumo appartenente alla famiglia olfattiva aromatica, adatto a uomini e donne. Lanciato nel 2022, questa composizione è stata creata dal naso di Nina Lamaison.
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È un’opera d’arte. Non lo userò né lo raccomanderei per la vita quotidiana, ma è un 100% per i collezionisti. Ho spruzzato generosamente e ha durato circa 4 ore: non proietta, non lascia scia, si attacca a te. Non lo trovo gradevole, dubito che qualcuno ti faccia un complimento, ma non è brutto; è difficile da indossare ma impossibile da ignorare. Le note sono folli: appena applicato ho sentito un colpo di terra umida, proprio come quando piove lentamente d’estate. Poi evolve in odore di carburante, quella nota terrosa ora con benzina mescolata all’olio dei motori a due tempi. Quel odore di benzina persiste con un tocco metallico; se hai un meccanico, è proprio quel profumo. Tra il metallico e il carburante emergono bagliori verdi che durano un paio d’ore. In qualche momento puzza di sudore e di sterco di cavallo. Alla fine, assomiglia molto ai profumi delle persone anziane, rimane un odore di sapone vecchio (non è nelle note, ma ho sentito un leggero sandalo). Alla fine, sulla mia pelle rimane l’odore del classico schiumogeno da barba. Per averlo in collezione, vale assolutamente la pena.
La magia della profumeria di nicchia torna con Nina Lamaison. Dalla Argentina, questo aroma è un viaggio in C-130 Hercules fino a Puerto Argentino. Note di carburante JP1, alluminio, metalli bellici e torba delle Falkland evocano l’ultimo respiro dei nostri eroi. Mi emoziona ed è incantevole. Un esempio massimo di profumi minerali, al livello di Megamare o Ganymede. Mi riannuso il braccio per sentirmi vicino alle nostre amate Isole Falkland.
La profumeria di nicchia brilla qui con questa creazione di Nina Lamaison. Dall’Argentina, è un viaggio in C-130 fino a Puerto Argentino: profuma di combustibile JP1, alluminio, metalli e torba, come l’ultimo respiro dei nostri eroi. Mi emoziona ed è incantevole. È uno dei migliori profumi minerali, al livello di Megamare o Ganymede. Mi strofino il braccio per sentirmi vicino alle Isole Falkland.
L’evoluzione è eccellente: apre con terra e erba bagnata che persiste, mescolandosi poi a benzina, olio e metallo. Sulla pelle lascia un cuoio ruvido e lontano con un dolce appena percettibile, oleoso e appiccicoso, difficile da spiegare. È un’opera oscura, fredda e cupa che invita sempre a riannusarla per scoprire nuove sfumature. Mi ha sorpreso la fase di asciugatura con quelle note dolci che evitano una fine amara e triste.
Divido la recensione in due: contesto storico e la fragranza. Parte 1: Le trincee delle Isole Falkland. Nel 1982, sotto Galtieri e una dittatura in crisi, si pianificò il recupero delle isole con un contingente piccolo, confidando che il Regno Unito non avrebbe reagito. L’operazione Rosario ebbe inizio bene, ma poi tutto divenne improvvisato. L’Argentina dispiegò truppe senza una reale pianificazione, costringendo i soldati a scavare ‘trincee di volpe’ per nascondersi. Erano mal nutriti e isolati mentre i britannici dominavano il teatro operativo. Da maggio, i bombardamenti notturni facevano tremare queste trincee sotto il freddo, la neve e l’umidità. Lì passarono mesi in condizioni estreme, con fame, paura e impotenza. Parte 2: La Fragranza. È una composizione magistrale dove prevale la terra umida. La pelle sembra bagnata, come gli stivali dei soldati, e il carburante (tipo cherosene) rimane in secondo piano. Altre note emergono con pazienza. È intensa, non per tutti, ma con grande proiezione e longevità (10-12 ore). A mio gusto, è molto buona, maschile, elegante e matura, ideale per climi temperati o freddi.
Divido la storia in due parti: il contesto del 1982 sotto Galtieri, con l’illusione di recuperare le Isole Falkland senza un grande conflitto, e poi la realtà dell’improvvisazione, truppe sparse e quei ‘pozzi di volpe’ dove i soldati hanno resistuto mesi di freddo, umidità, fame e paura. Il profumo cattura questa essenza in modo magistrale: è prevalentemente terra bagnata, con un cuoio umido che ricorda i borceghi, e un fondo di cherosene o gasolio. È intenso, con una proiezione di 2-3 ore e una durata di 10-12 ore. È maschile, elegante e maturo, perfetto per i climi freddi, anche se diventerà oggetto di opinioni diverse per la sua particolarità.
È una fragranza con un’evoluzione brutale. Parte da terra e erba bagnata. Sebbene quella nota umida persista per tutto il tempo, presto si fonde con benzina, olio e metallo. Alla fine, sulla pelle rimane una pelle ruvida e lontana con un dolce appena percettibile, qualcosa di oleoso e appiccicoso che non si spiega. È un’opera che ti invita a annusarla di nuovo per identificare cose nuove. È scura, fredda e cupa, ma mi ha sorpreso l’asciugatura con quelle note dolci che evitano che finisca con un retrogusto amaro.
È un’opera d’arte. Non lo userò e non lo consiglierò per uscire, ma è un 100% per i collezionisti. Uno spruzzo generoso dura 4 ore senza proiettare o lasciare una scia; si attacca alla pelle. Non è ricco, difficile da indossare, ma impossibile da ignorare. Le note sono folli: inizia con un colpo di terra umida d’estate, evolve in benzina mescolata ad olio per motori a due tempi, poi appaiono sprazzi verdi, un tocco di sudore e di escrementi di cavallo, e alla fine profuma di sapone vecchio con un sandalo leggero e schiuma da barba classica. Vale la pena per la collezione.