Femminile
Nina (1987)
Acordes principales
Descripción
Nina (1987) di Nina Ricci è un profumo della famiglia olfattiva floreale aldeidico per donne. Lanciato nel 1987, la profumatrice dietro questa composizione è Christian Vacchiano. Le note di testa includono aldeidi, mimosa, calendula, note verdi, basilico, boccioli di lampone, fiore di arancio amaro, bergamotto, pesche e limone; le note di cuore sono formate da mimosa, ylang-ylang, viola, radice di giglio, gelsomino, pepe rosa e rosa; mentre le note di fondo rivelano muschio di quercia, algalia, iris, ambra grigia, sciroppo di lampone nero, vetiver, sandalo e patchouli.
Resumen rápido
Cuándo llevarla (votos)
Notas clave
Comunidad
756 votos
- Positivo 88%
- Negativo 9.0%
- Neutral 3.3%
Pirámide olfativa
Estructura completa de la fragancia: de la salida al fondo.
Comunidad
Qué dicen los usuarios sobre propiedad, preferencia y mejor momento de uso.
Propiedad
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Resumen de votos sobre longevidad, estela, género y percepción de precio.
Longevidad
Escasa
Débil
Moderada
Duradera
Muy duradera
Estela
Suave
Moderada
Pesada
Enorme
Género
Femenino
Unisex femenino
Unisex
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Masculino
Precio
Extremadamente costoso
Ligeramente costoso
Precio moderado
Buen precio
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Ammetto di avere un rapporto positivo con alcune note, sia per gusto personale che perché evocano quella donna difficile da trovare oggi. Vorrei rincontrarmi con una donna che indossa qualcosa di simile, dove gli aldeidi siano i protagonisti, conferendo un tocco polveroso che incanta e ti trasporta in un altro mondo. Per me sono effluvi che accendono la passione, scie di sensualità latente che invitano all’amore mentre le note crescono in armonia. Nina è meravigliosa: femminile fino alla saturazione, ma nulla di volgare o eccessivo. È l’aroma di una donna che sa essere attraente, gentile e sorridente; voluttuosa ma elegante in ogni gesto. Un chypre floreale bellissimo, leggero e ricco di sfumature, sottile e discreto, con un animalismo raffinato preceduto da una frutta verde speziata. Al cuore, una danza floreale coordinata dove si nota lo ylang-ylang e il gelsomino, seguita da una base leggermente polverosa-resinosa che le conferisce quel tocco indispensabile di sensualità. Una creazione bella come un carezza, sensuale, moderata e con una buona durata che mi conquista. È meraviglioso perdersi in questo incantesimo.
Nina 1987 è un profumo bello e un pezzo della mia collezione di miniature. Il design della bottiglia è sobrio ma elegante come il suo contenuto. È un floreale aldeidico con il DNA di L’Air du Temps e del n. 5 di Chanel, ma qui la mimosa si porta il protagonismo centrale e un cuore polveroso che mi piace moltissimo. Sarebbe così di scomporre questa famiglia aldeidica: il n. 5 di Chanel (1923) ha come protagonisti lo ylang e la rosa; L’Air du Temps (1948) il garofano; Fidji (1966) un complesso verde giacinto-gelsomino; e Nina (1987) la mimosa. Spero che questa analisi possa servire a qualche studioso di questo bel arte per comprendere la magia della profumeria: come mantenendo uno scheletro centrale, si cambiano le sfumature e nascono queste opere d’arte (anche se la mia analisi è superficiale e globale).
È una delizia molto bella, ma mi ricorda molto il Chanel n. 5. È morbido, floreale, atalcato e un po’ secco per via del vetiver, del patchouli e della basilica che gli conferiscono un tocco molto erbaceo. Poi arriva quel tocco esplosivo di agrumi che lo rende un po’ fresco. Non percepisco le frutta sulla mia pelle, ma comunque amo il suo sviluppo così polveroso e duraturo, che si chiude con un splendido incanto di rose e sandalo. È per questo che lo amo, perché mi sta divinamente bene sul mio pH.
Il profumo apre con un intenso accordo di note verdi, pepe di Caienna e basilica, con un’aura atalcata e una presenza scintillante di aldeidi. Vorrei analizzare la nota di civetta, che è il punto debole: non si sente a suo agio con il basilico, l’atacatura e il piccante, e quell’ambiente non le giova, facendo sì che l’aspetto animale finisca per suonare rancido. Per fortuna, col passare del tempo si attenua. All’inizio, gli agrumi e la rosa hanno una partecipazione piccola ma notevole. Dopo diversi minuti, le note iniziali diminuiscono di volume e la mimosa, molto timida in fondo, riaffiora sopra tutto, proprio come la rosa con tocchi chypre. L’atacatura e l’aspetto aldeidico sigillano la base con una interessante nota di muschio; è lì che il profumo diventa più gradevole. Al centro, mostra di più la viola, la rosa, la mimosa e ora sì percepisco la calendula. Conclusione: l’inizio non è molto gradevole, si rischia con note strane diverse dalle sue creazioni precedenti. Col tempo mostra la sua bellezza calmando quelle note e accendendo i suoi floreali delicati. L’aspetto cremoso e atalcato si distingue. Né odio né amore, ma è stato interessante annusarlo. Non è il meglio degli anni ’80, ma è approvato. Mi piace che sia raro e distinto. Molti lo confrontano con Azzaro 9, ma per me è più nello stile di Beautiful di Estée Lauder; hanno qualcosa in comune ma sono diversi. Comunque, la bottiglia è una meraviglia! Una delle migliori degli anni ’80.