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Bogart Story Blue
Acordes principales
Descripción
Bogart Story Blue di Jacques Bogart è un profumo della famiglia olfattiva acquatica aromatico per uomo, lanciato nel 2012.
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Notas clave
Comunidad
138 votos
- Positivo 72%
- Negativo 23%
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Comunidad
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Longevidad
Escasa
Débil
Moderada
Duradera
Muy duradera
Estela
Suave
Moderada
Pesada
Enorme
Género
Femenino
Unisex femenino
Unisex
Unisex masculino
Masculino
Precio
Extremadamente costoso
Ligeramente costoso
Precio moderado
Buen precio
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Reseñas
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7 reseñas
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Ha il suo lato, eh… È il profumo più sintetico che abbia mai provato. A me ricorda quella nota di rabarbaro presente in centinaia di profumi moderni, tipo Hugo Red. Di tutto ciò che dicono, non c’è un briciolo di verità secondo Fragrantica. La base a ras di pelle fa schifo, e ha ragione la recensione precedente: puzza di disinfettante industriale. Attenzione però, è meglio di molte cose che ho provato a più del triplo del prezzo. Dura 1-2 ore, con una scia buona nei primi 5-10 minuti per poi scendere a ras di pelle. Da riempire. Fragranza: 4/10, Scia: 4/10 (sale molto all’inizio), Longevità: 3/10. Recensione di un flacone da 100ml del 2019.
Ha il suo lato, eh… È il profumo più sintetico che abbia mai provato. A me ricorda quella nota di rabarbaro presente in centinaia di profumi moderni, tipo Hugo Red. Di tutto ciò che dicono, non c’è un briciolo di verità secondo Fragrantica. La base a ras di pelle fa schifo, e ha ragione la recensione precedente: puzza di disinfettante industriale. Attenzione però, è meglio di molte cose che ho provato a più del triplo del prezzo. Dura 1-2 ore, con una scia buona nei primi 5-10 minuti per poi scendere a ras di pelle. Da riempire. Fragranza:
Un’altra acquisto a cieca fallito, sarà un regalo di Natale per mio cognato. Lo sento molto forte, come un disinfettante o un ammorbidente industriale. Non mi va.
Meraviglioso! Niente di quei profumetti dolciastri come quelli di oggi. Le recensioni precedenti la descrivono benissimo. Se ti piacciono gli aromi vintage o forti, è un acquisto obbligato, anche a cieca. Se sei tipo Le Male, One Million o Invictus, meglio lasciar perdere.
Sono d’accordo al 100% con Bofifa, meraviglioso succo (uno in più) della casa Bogart. Un capolavoro olfattivo degli anni ’80 con un asciugamento denso e molto duraturo. Detto questo, consiglio di non comprarlo a cieca.
Fragranza acquatica spettacolare di Bogart nel migliore stile anni ’80. Stridente! Sembra e formale come si caratterizza questo designer, ha un’eccellente combinazione di note classiche che la rendono adatta a infinite situazioni e accompagna perfettamente un uomo pulito, pulito, misurato… fino a freddo e calcolatore. Con note prevalentemente erbacee e acquatiche percepisco anche agrumi e una principale non dichiarata… l’uva! tra molte altre che ne danno la complessità. Ho sentito critiche che la accusano di essere sintetica, cosa che mi sta a cuore; se lo fosse, lì risiederebbe la sua magnifica longevità e scia, essendo in definitiva un’acqua. Mi ricorda il Davidoff Cool Water anche se è molto più nervoso (niente a che vedere con Polo Sport).
Il colore della bottiglia non inganna: non è un blu chiaro, ‘acquatico’, ma piuttosto forte, tendente al blu navy, intenso. Non è per i giovanissimi, insomma, né è un acquatico come si intende oggi. La visione di Bogart su cosa sia un ‘freschetto’ è speciale: no, per loro non è quella colonia che puzza di acqua e limone ambra e svanisce in due ore. Sappiamo tutti che Bogart ha un gusto squisito a un prezzo accessibile. Con Bogart Blue siamo alla fine degli anni ’80-inizio anni ’90, quando l’ultima parola sui freschetti era ‘Cool Water’. In realtà, si avvicina di più agli anni ottanta poiché non è così semplice e pacifico come quest’ultimo: incorpora più note, è più denso, è proprio a metà strada tra Drakkar Noir e Cool Water, senza assomigliare esattamente a nessuno dei due. Storia della profumeria maschile, sì signore. Della migliore. All’inizio può spaventare per la complessità della sua apertura: agrumi, lavanda, menta, alcune note floreali, altre polverose, qui è dove sembra di più un powerhouse degli anni ’80 ed è proprio in questo punto che spaventerà chi si avvicina impreparato. Ma presto si rilassa, in termini di note. Emergono gli agrumi, una lieve pennellata metallica, la lavanda, il tocco acquatico stile Cool Water con un chiaro supporto di patchouli e direi anche una scintilla di cuoio. Poco alla volta, Blue Story diventa un freschetto ottocentesco, erbaceo, con una predominante, deliziosa, addictive nota di liquirizia che rimane lì per tutta la follia di ore che permane sulla pelle. Perché sì, oltre a essere una fragranza stupenda, la sua durata è facilmente di un’intera giornata e proietta come il diavolo. E se c’era una cosa buona nei ‘freschetti’ classici era che potevano essere adatti a qualsiasi tipo di temperatura. Anche questo. Spettacolare, per arrendersi ai piedi dei signori di Bogart. Nota: 9/10.