Femminile

Jil Sander No. 4

Michel Almairac
Perfumista
Michel Almairac
4.03 de 5
2,027 votos

Acordes principales

Descripción

Jil Sander No. 4 di Jil Sander è un profumo della famiglia olfattiva orientale speziato per donne. Lanciato nel 1990, la creatrice di questa composizione è Michel Almairac. Le note di testa includono prugna, galbano, albicocca, geranio, rosa, anice e bergamotto; le note di cuore sono composte da nardo, garofano, noce moscata, ylang-ylang, gelsomino, mirra, rosa, eliotropo, dragoncello e viola; le note di fondo sono algalia, sandalo, muschio di quercia, coriandolo, vaniglia, fava tonka, ambra grigia, patchouli e cedro.

Resumen rápido

Cuándo llevarla (votos)

  • Invierno 37%
  • Primavera 15%
  • Verano 7.7%
  • Otoño 40%
  • Día 42%
  • Noche 58%

Notas clave

Comunidad

2,027 votos

  • Positivo 81%
  • Negativo 14%
  • Neutral 5.1%

Pirámide olfativa

Estructura completa de la fragancia: de la salida al fondo.

Comunidad

Qué dicen los usuarios sobre propiedad, preferencia y mejor momento de uso.

Propiedad

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Uso recomendado

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Características

Resumen de votos sobre longevidad, estela, género y percepción de precio.

Longevidad

Escasa

Débil

Moderada

Duradera

Muy duradera

Estela

Suave

Moderada

Pesada

Enorme

Género

Femenino

Unisex femenino

Unisex

Unisex masculino

Masculino

Precio

Extremadamente costoso

Ligeramente costoso

Precio moderado

Buen precio

Excelente precio

Reseñas

Experiencias reales de la comunidad sobre uso diario, rendimiento y estela.

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11 reseñas

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  • VainillaDulce

    Jil Sander N.4 è un profumo di composizione vintage e puzza di donne audaci, forti, appariscenti, con abiti di colori intensi e contrasti, grandi stampe, trucco carico di toni intensi e neon, capelli con chili di fissativo e spazzolati, puzza di passato, gioia, femmine di presenza schiacciante. Questo profumo racchiude caratteristiche di molte fragranze dell’epoca, ha quella prugna dolce che ti riporta a Poison, quella calore pieno di spezie e dolcezza di Youth Dew, quella qualità cremosa che ti riporta alla memoria Ysatis, sono molti profumi racchiusi in uno e questa è una delle caratteristiche che più amo di Jil Sander N.4, che ancora e nonostante le sue riformulazioni rimane molto intenso e molti vintage in uno. All’atomizzarlo la prima cosa che sento è una forte carica di gálbano con una prugna molto dolce e fiori, poi appare per istanti un anice piccante, per fare posto ai nardi, il garofano, le rose, la noce moscata, l’ylang ylang, tante e tante fiori che si trasformano in una sola, permettendo che a momenti brillino i petali di ciascuna, già nella sua fase di fondo risplende la mirra, il sandalo, la vaniglia, fava tonka, muschio di quercia. Questo è un molto di tutto perfettamente equilibrato. Non sono di mettere età ai profumi, tuttavia, non vedo questo in una ragazzina, anche se mi darebbe un piacere immenso annusare queste gioielli su pelli giovani,

  • VainillaDulce

    Jil Sander N.4 è puro vintage e profuma di donne coraggiose, con abiti dai colori accesi, neon, molto trucco e capelli mossi. Riassume il meglio dell’epoca: la prugna di Poison, il calore speziato di Youth Dew e la cremosità di Ysatis. È una miscela di molti profumi in uno e, sebbene riformulato, rimane intenso. Appena lo spruzzi, senti gálbano e prugna dolce con fiori, poi un tocco piccante di anice, nardo, chiodi di garofano, rose, noce moscata e ylang-ylang che si fondono in un unico fiore. Alla fine della giornata, mirra, sandalo, vaniglia, fava tonka e muschio di quercia brillano. Tutto molto equilibrato. Non gli assegno un’età precisa, ma non lo vedo su una bambina, anche se sulla pelle giovane sarebbe incredibile. Sulla mia pelle dura oltre 12 ore, con una proiezione forte nelle prime 4 e poi moderata. Ideale per giorni freschi e aperti.

  • Negli anni ’80, leggendo Telvas di mia zia, mi affascinava Jil Sander per la sua bellezza germanica e lo stile minimalista, niente pizzi barocchi né blu elettrici. Ho conosciuto il vintage di N.4 lavorando come au-pair in Germania; la madre dei miei piccoli lo aveva nel comodino e, quando non c’era, me ne spruzzai un po’. Fu un’epifania olfattiva: un enigma nobile, senza il brutalismo vanigliato di altri profumi tedeschi dell’epoca. A differenza delle vaniglie mitologiche di allora, questo non cercava di sedurre con dolcezze economiche, ma era magnetico e distaccato, richiedeva rispetto e minacciava dalle ombre come una sfinge. Ha una complessità raffinata. Oggi, sebbene la memoria mitizzi, la versione attuale differisce poco: è vigorosa, narcotica e animale, ma si sposa bene con l’eleganza parigina e milanese. È perfettamente assemblata, nulla gratta. Spicca il garofano e una prugna liquore. È un ballo camaleontico di note: anice ricco, gálbano pulito, nardo che si culla con benzoè, noce moscata e eliotropo che qui canta dolcemente. Che magia, un elisir per morire di piacere. Datogli rispetto, arrendetevi e lasciatevi trascinare nel suo abisso olfattivo. Godetevi questa strega.

  • Durante la mia adolescenza, all’inizio degli anni ’80, sfogliavo i Telvas di mia zia e la stilista che più mi affascinava era una donna di serena bellezza germanica e tratti simili a quelli di Romy Schneider. A me non affascinavano le grandi corolle di Dior né gli pizzi barocchi di Christian Lacroix né i blu elettrici di Yves Saint Laurent. Mi affascinava lei, Jil, con il viso lavato e i suoi abiti con giacca dal taglio pulito e minimalista. Tuttavia, Jil Sander n.4 non corrisponde affatto alla semplicità dei suoi disegni di sfilata. Ho avuto il piacere di conoscere il vintage di Jil Sander n.4 mentre lavoravo come au-pair in Germania molti anni fa. La madre dei bambini che accudivo aveva un flaconcino nel suo comodino e un giorno, in sua assenza e subdolamente, mi spruzzai un po’. Fu uno dei vari momenti di epifania olfattiva che ho avuto nel corso della mia vita. La parola che meglio definiva quell’incontro era “enigma”. Aveva un portamento nobile e signorile e non mostrava il brutalismo vanigliato di altri profumi tedeschi dell’epoca. E infatti all’epoca in Germania anche le bratwurst e le costine puzzavano di vaniglia. Ah, quel Joop Le Bain a.c. (a.c.= prima della castrazione che gli fece Coty) o i Marbert… Quelle vaniglie erano mitologiche. Ma Jil Sander n.4 era di altra pasta e non mostrava intenzioni di sedurti con accorgimenti golosi. Era magnetica allo stesso tempo distante. Esigeva rispetto e minacciava dalle ombre, come quella Sfinge di Ingres con voglia di pranzare a Edipo. Rivendicava la sua complessità e aveva una gravità distinta che non avevo mai percepito in altri profumi. La memoria fallisce e tende a mitificare ma direi che la Jil Sander n.4 attuale differisce molto poco dal vintage. È vigorosa, narcotica e animalesca ma capace di trattare con la crème de la crème dell’eleganza parigina e milanese. E che ben assemblata. Niente stridori, niente che esca dal tono, come un coro ben accordato, anche se di perverse sfingi. Spiccano il garofano e una prugna liquerosa nella linea di Rumba di Ted Lapidus. Tuttavia, dalla sua uscita Jil Sander n.4 compie una vera esibizione di capacità camaleontica e versatilità. Tutte le note si danno una danza d’epoca (o meglio un ballo di streghe), girando, incrociandosi e intrecciandosi. Come possono essere un’anice così ricco e un gálbano così pulito e delicato? I nardi si lasciano cullare da un equilibrato benzoíno, una sottile noce moscata e da un eliotropo che in altri profumi urla e qui canta in pianissimo. E che algalia… Un tremendo elisir. Un filtro per morire di piacere. Datene rispetto a questa sfinge ma arrendetevi a lei e non siate Edipi, che non vi ucciderà. Lasciatevi sedurre e trascinare nell’abisso insondabile che essa stessa apre dalla sua prima nota. Godetevi una dolce caduta libera senza fine e intanto, non smettete di annusare. Lasciatevi portare e provate a indovinarla come un enigma. E fingete di non indovinarla anche se già l’avete fatto. Godetevi la compagnia di questa strega, che lo merita.

  • Semplicemente deliziosa. Sorprendentemente buona. È avvolgente, calda e cremosa con la giusta nota di dolcezza. E a un prezzo incredibile.

  • Semplicemente deliziosa. Sorprendentemente buona. Avvolgente, calda, cremosa, con il punto giusto di dolcezza. E a un prezzo fantastico.

  • Buuuffff!!! No, non mi convince, decisamente questi profumi vintage non sono per me. Li ho provati insieme ad altri con recensioni pazzesche, come questo, ma non imparo nulla: alla fine sento di lasciare una scia vecchia che mi risulta molto sgradevole, con tutto il rispetto per chi ama questo tipo di fragranze.

  • Caro allan27880, non ho assolutamente nulla di cui scusarmi. Ti ringrazio di cuore per i tuoi consigli che applicherò senza dubbio. Amo leggere le recensioni e imparare, ma alla fine, per i gusti si corre. Amo come mi hai risposto, con rispetto e in modo didattico. Grazie, vi seguirò con piacere. 😊

  • Buuuffff!!! No, non posso, decisamente questi profumi vintage non sono per me. Li ho provati con alcuni che avevano recensioni meravigliose, come questo, ma non ci sono riuscito. Alla fine devo dire che mi lascia una scia datata che mi risulta molto sgradevole, con tutto il mio rispetto per chi ama questo tipo di fragranze.

  • CHIKI era stanca di stare vicino a Josesan sulla riva del fiume senza fare nulla. Diede un’occhiata al libro che lui leggeva, ma non c’erano disegni né dialoghi. “Che utilità ha un libro senza disegni né dialoghi?”, pensò. Si avvicinò alla sua borsa e vide un flaconcino che diceva “JIL SANDER Nº 4”. “Oh cielo, che nome curioso”, pensò, e avvicinò il muso. Grazie al suo olfatto eccellente, percepì perfettamente l’aroma. “SAPONE, SAPONE, E SAPONE”, esclamò. “Che dire, che puzza di questo profumo di SAPONE DEI BUONI”, rifletté. Credeva che quella nota saponosa provenisse da una fresca lavanda mescolata a camomilla, tè verde, tiglio, giglio del bosco, ambra bianca e sandalo. Inoltre, percepiva note verdi come gálbano, prezzemolo, bergamotto e muschio, che le ricordavano la foresta e i biancheria bianca asciugata al sole. Era come la biancheria pulita di una signora di alta nobiltà che si lavava con sali e schiume di lusso. Ma CHIKI, addicta a Guerlain, riconobbe un tocco GUERLINADE di base in qualsiasi profumo saponoso di lusso: vaniglia, bergamotto, gelsomino, rosa, iris e fava tonka. “E che mi aspen”, pensò, “se non ha inoltre un punto acido-fruttato, prodotto da una prugna verde non matura”, concluse sentendosi assertiva. Improvvisamente, un coniglio bianco passò di corsa: “Oh dear! Oh dear! I shall be late!”.

  • FranSeatJones.

    Non posso credere che questo profumo non abbia ancora nessuna recensione. E il meglio di tutto, che sia così economico. Gli trovo un somiglianza molto evidente con Amarige di Givenchy, dato che condividono molte note. A me personalmente non è piaciuto, dato che lo trovo troppo floreale per sentirmi a mio agio con esso. Ha una dolcezza piuttosto compensata. Come si dice, Amarige è il sole in potenza al suo alba, questo direbbe che è il sole che si nasconde per fare posto alla luna. Ho entrambi e li godrò, ma ritengo che se ne hai uno, non serve avere l’altro. Nel mio caso mi resto con Amarige. Ottima tenuta e scia media. È un floreale molto degli anni ’90 ma non sembra affatto datato. Lo consiglio.