Femminile
Sikkim
Acordes principales
Descripción
Sikkì di Lancôme è un profumo della famiglia olfattiva floreale orientale per donne. Lanciato nel 1971, questa composizione è stata creata dal profumiere Robert Gonnon. La piramide olfattiva si sviluppa con note di testa di galbano, aldeidi, carvi, gardenia e bergamotto; un cuore floreale composto da garofano, rosa, narciso, iris e gelsomino; e un fondo legnoso e speziato che unisce muschio di quercia, cuoio, vetiver, patchouli, ambra e cocco.
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Notas clave
Comunidad
535 votos
- Positivo 90%
- Negativo 8.2%
- Neutral 1.5%
Pirámide olfativa
Estructura completa de la fragancia: de la salida al fondo.
Comunidad
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Longevidad
Escasa
Débil
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Duradera
Muy duradera
Estela
Suave
Moderada
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Enorme
Género
Femenino
Unisex femenino
Unisex
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Masculino
Precio
Extremadamente costoso
Ligeramente costoso
Precio moderado
Buen precio
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Reseñas
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Oriental floreale? Sikkim è un chypre floreale-verdoso da libro. Muschio, galbano, vetiver, aldeidi: non è difficile farsi un’idea del suo profumo. L’acidità verde e aluminosa del muschio, il tono erbaceo e crudo del galbano, l’umidità del vetiver, le aldeidi lisce ed effervescenti all’inizio, che poi sembrano risvegliarsi quando si uniscono al tintinnio speziato del garofano e del narciso, entrambi molto morbidi ma evidenti. Non posso dimenticare la pelle fresca alla Cabochard, in questo caso eseguita con misura giusta per non essere protagonista oltre dare un tocco regale alle altre note. L’iris e i fiori, già nella loro morte, unificano il resto del genere come una nebbia azzurra. Sikkim apre forte, un fendicampo di vapori erbacei simile a spezzare un mazzo di erbe secche con le mani e strofinarne il succo aspirandolo a polmoni pieni, poi si addomestica addentrandosi in quella gamma di profumi anni settanta erbacei e croccanti, quasi maschili, per donne lavoratrici a cui non seduceva più nulla che evocasse glamour o romanticismo da principesse; infine fa una transizione molto bella conservando sfumature verdi e di pelle invernale verso un talco di fiori ed erbe fredde vellutate, di un quasi nessun dolce in una gamma di verdi azzurri preziosa. Non era così tagliente o tenebroso come i chypre erbacei dello stile Eau de Soir o Scherrer, né arrivava alle narcotiche fiori croccanti e saponose di Madame Rochas, né aveva la grazia adolescente e divertente di un Caleche. Potrebbe essere un lontano cugino di Aromatics Elixir molto più verde e sportivo? Potrebbe persino avere quella magistrale combinazione di pelle/vetiver/patchouli con richiami di brocca umida del primigenio Cabochard nella versione parfum? Potrebbe avere ricordi di questi che cito, ma salvando le distanze, Sikkim era un profumo molto più risolutivo, più funzionale, meno istoriato e vicino a Dioressence. Indispensabile per gli amanti dei profumi senza alcun dolce e indispensabile per conoscere la storia del mondo negli anni settanta. Tra il meglio di Lancôme, una casa che fino agli anni novanta seppe adattarsi alle tendenze senza perdere nemmeno un pizzico di prestigio lungo la strada.
Sikkim Lancôme, che posso dire di questa grandiosa opera… La recensione precedente di Josesan dà chiarezza assoluta alla sua essenza, al suo mistero e alla sua marcia definitiva per sempre nel mondo dei vivi. Questo esemplare da museo, questo prezioso regalo per l’umanità mi ricorda tanto il misericordioso Miss Dior antico, se guardiamo bene i componenti sono molti in cui coincidono e in una proporzione potremmo dire abbastanza esatta. Ma no, Sikkim non si perde nei rami, è come se fosse la sorella di una ragazza che porta Miss Dior ma questa allontanata dalla famiglia, dalle sue grandi case signorili, dalle sue feste importanti, dai suoi lussi… Lei, l’ultima nata, decise di scappare di casa e vivere nella foresta, passare dal lusso e mettersi come profumo le erbe che trovava nella sua Gaia, preparare pozioni per i capelli e non pettinarsi con bei pettini ma sembrare una maga smontata che vaga per là, senza passato, senza famiglia e senza futuro… che vive del presente della foresta, che odia la gente e quando la vede si nasconde tra i rami per continuare a emulare che è già una leggenda, quella ragazza di cui nessuno sa più nulla e che tutti pensano sia morta. Sikkim si è fusa con la foresta, con i rami più radicati nella terra, non è come sua sorella, perché Miss Dior continua a vivere nel lusso, in quel fondo di patchouli che c’è solo in questi palazzi dove per spostarsi da stanza in stanza ti aprono la porta con somma reverenza. La piccola della famiglia che ama sua sorella ogni giorno e la ricorda come la più bella preferì sacrificare il suo amore per lei per dormire su un letto di galbano umido e a volte vetiver croccante secco. Questa Dama che ha davvero un insopprimibile sangue blu preferì vivere fondendosi con il suo amato bosco ombroso e consegnarsi alla solitudine delle paludi, alla nebbia degli alba nelle pozze, aspettare pazientemente i raggi di maggio, annusare i fiori quando stanno sboccettando, camminare scalza sulle foglie secche dell’autunno, vivere nella sua capanna mimetizzata nella foresta per diventare oggi la leggenda che è. Alcuni a volte ci vedono un po’ sfocati quando passeggiamo una mattina di nebbia per una foresta solitaria, ma giriamo lo sguardo e è scomparsa… sappiamo che è lì perché il suo odore ci accompagna sempre.
Opportunità unica: un vintage degli anni ’70 in perfette condizioni, cosa che non mi capita spesso, ma c’è sempre qualcuno con tesori. SIKKIM, piccolo stato del nord dell’India ai piedi dell’Himalaya. Una fraganza sconosciuta per me, con ingredienti che l’IFRA ha già proibito. SIKKIM DI LANCOME: benvenuti nel mondo dei chypre aldeidici floreali della scuola classica, non è poco. Così dovevano profumare all’alba dei tempi Joya, Chanel 5, Youth Dew, Miss Dior, Arpège, Cinnabar, Aliage… solo pronunciarne i nomi mi fa cadere a faccia terra e chiedere perdono! La bellezza di un autentico chypre anni settanta: il suo verde potente ed esultante, i suoi fiori appassionati e carnali, le sue resine profonde e intense, i suoi muschi coriacei e le sue pelli muschiate. Le aldeidi di apertura sono quelle che io ricordavo quando annusavo le signore uscendo dalla messa domenicale: aldeidi brillanti come fuochi d’artificio. Aldeidi che mi producevano rispetto e ammirazione, a cui guardavo in alto dalla mia corta statura, sapendole inaccessibili. Aldeidi di dame ricche e ville sontuose. Il verde del galbano, a erba appena tagliata, che può evocare persino un pino resinoso, unito alla bergamota agrumata, al verde piccante dell’aneto e alla spinta delle aldeidi, riesce a creare un accordo brillante d’estate, ma di un’estate lussuosa in Toscana italiana, in una villa rinascimentale accessibile attraverso un lungo viale fiancheggiato da cipressi. E il cuore floreale. La seccchezza floreale della gardenia, insieme alla carnalità di fiori sensuali e non affatto zuccherini, nati da una rosa scura, da un garofano e da un gelsomino leggermente indolici, conferiscono a SIKKIM quell’aura di maestà verde floreale, di profumo appartenente alle Dame della Foresta. Il suo asciugamento è bellissimo, profondo, boschivo e terroso, con un muschio di quercia che fissa le sue note trascinandole nelle sue umidità fungine, avvolgendole in un abbraccio di pelle intenso e patchouli concentrato, che narcotizza i sensi e stordisce il cuore. SIKKIM DI LANCOME: lo splendore nell’erba e la gloria nei fiori.