Chevrefeuille di Yves Rocher
Femminile 1976
Accordi principali
Descrizione
Chevrefeuille di Yves Rocher è un profumo appartenente alla famiglia olfattiva floreale verde per donne. Lanciato nel 1976, questa composizione presenta note di testa di limone di Amalfi e arancia; un cuore di gelsomino e giuggiolo; e un fondo di cedro del Virginia e mirra.
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Quando indossarlo (voti)
- Inverno 6,1%
- Primavera 47%
- Estate 40%
- Autunno 6,1%
- Giorno 90%
- Notte 10%
Note principali
-
Testa
limone di Amalfi (lime di Amalfi)
-
Cuore
caprifoglio
-
Fondo
cedro della Virginia
Comunità
297 voti
- Positivo 85%
- Negativo 11%
- Neutro 3,4%
La piramide olfattiva
Una guida all'apertura, al cuore e alla scia duratura della fragranza.
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Nella collezione
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Profilo della fragranza
Informazioni su Chevrefeuille
Chevrefeuille di Yves Rocher è un profumo appartenente alla famiglia olfattiva floreale verde per donne. Lanciato nel 1976, questa composizione presenta note di testa di limone di Amalfi e arancia; un cuore di gelsomino e giuggiolo; e un fondo di cedro del Virginia e mirra.
Fiori bianchi
Potrebbe ricordartelo
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Altro da Yves Rocher
How it wears
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Longevità
Leading answer Morbido
74 voti
Sillage
Leading answer Intimo
77 voti
Carattere
Leading answer Tradizionalmente femminile
41 voti
Percezione del valore
Leading answer Buon valore
36 voti
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Marco Giordano
Forse è il mio profumo preferito o tra i preferiti. Era quello che usava mia madre quando era giovane, con cui sono cresciuta: quel profumo di gelsomino fresco, femminile, prezioso, unico, originale e allo stesso tempo sexy: incredibile. Oggi lo uso con discrezione perché ne restano poche unità ed è fuori produzione da tempo, ma mi dà una sensazione indescrivibile ogni volta che apro il prezioso flacone originale, quello splash senza spray, con il tappo rotondo e la serigrafia di qualità. La texture del vetro è morbida, vellutata o gommosa, qualcosa che non ho mai visto o toccato in nessun altro profumo, un design elegante e prezioso. Mi piace molto anche il flacone più ‘semplice’ in spray o splash, con un design più essenziale e meno ‘elaborato’, che mantiene bene l’ADN del Chèvrefeuille e dura un po’ di più, anche se ha derivato leggermente verso qualcosa di più verde rispetto alla versione precedente, ma si confonde facilmente. Ho letto che aveva un flacone ‘povero’, … eh? Non confondiamo la semplicità con la povertà, c’è un abisso enorme, non sono termini comparabili. Ne ho molti in diversi formati e flaconi; hanno mantenuto l’essenza nelle riformulazioni tranne l’ultima e la penultima: aiuto! Nonostante abbiano editato e ridato vita a questa meraviglia per anni, sono riusciti a mantenerla praticamente uguale (la prima è senz’altro la migliore) fino a quando, pochi anni fa, l’hanno riformulata di nuovo, cambiando addirittura due volte il packaging per finirne di rovinarla. Per un secondo, portatemi nel mondo dei designer non minimalisti, ve lo dice una designer che ama il minimalismo ma anche il rispetto per ciò che era già perfetto così com’era.
Sara Sala
Forse è il mio profumo preferito o tra i preferiti. Era quello che usava mia madre quando era molto giovane, con cui sono cresciuta: quel profumo di gelsomino fresco, femminile, prezioso e unico, originale e allo stesso tempo sexy, incredibile. Oggi lo uso con discrezione perché ne restano poche ed è fuori produzione da tempo, ma mi dà una sensazione indescrivibile ogni volta che apro il prezioso flacone originale, quello splash senza spray, con il tappo rotondo e la serigrafia di qualità. La texture del vetro è morbida, vellutata o gommosa, qualcosa che non ho mai visto o toccato in nessun altro profumo, un design elegante e prezioso. Mi piace molto anche il flacone più semplice in spray o splash, con un design essenziale e meno ‘elaborato’, che mantiene bene l’ADN del Chèvrefeuille e dura un po’ di più, anche se ha derivato leggermente verso qualcosa di più verde rispetto alla versione precedente, ma si confonde facilmente. Ho letto che aveva un flacone ‘povero’, eh? Non confondiamo la semplicità con la povertà, c’è un abisso enorme, non sono termini comparabili. Ne ho molti in diversi formati; hanno mantenuto l’essenza nelle riformulazioni tranne l’ultima e la penultima: aiuto! Nonostante abbiano editato e ridato vita a questa meraviglia per anni, sono riusciti a mantenerla praticamente uguale (la prima è senz’altro la migliore) fino a quando, pochi anni fa, l’hanno riformulata di nuovo, cambiando addirittura due volte il packaging per finirne di rovinarla. Per un secondo, portatemi nel mondo dei designer non minimalisti, ve lo dice una designer che ama il minimalismo ma anche il rispetto per ciò che era già perfetto così com’era.
Valentina Fontana
Ho annusato Chèvrefeuille ed Églantine di Yves Rocher in Bretagna nell’estate del 1978 e ho anche provato L’air du Temps di Nina Ricci. Ho ordinato Chèvrefeuille per posta per anni, poiché Yves Rocher è stato pioniere nelle vendite a domicilio fino a quando non hanno aperto franchising in Spagna. È un profumo floreale giovane, tenero e delizioso. Anche se il packaging era semplice e niente di sofisticato, conservo un ricordo nostalgico di quel profumo di giovinezza e semplicità. Non l’ho più trovato; la versione moderna del Chèvrefeuille non ha nulla a che vedere con quella colonia delle mie prime uscite.
Andrea Rinaldi
Che delizia, uno dei miei profumi dell’adolescenza. Ne ho ancora mezzo flaconcino e dopo circa trent’anni si sente ancora delizioso. Amo il profumo di gelsomino. Avon ne ha uno chiamato Today Tomorrow Always Celebrate in cui si sente anche quel delizioso gelsomino; è fuori produzione ma si trova ancora.